STARTUPITALIA RACCONTA CARPECARBON: “L’ASPIRAPOLVERE DEL CIELO”

NOTIZIE

StartupItalia dedica un articolo a CarpeCarbon e alla nostra co-founder Chiara D’Adamo, che dall'Agenzia Internazionale dell'Energia a Parigi è tornata in Italia per sviluppare la prima tecnologia di Direct Air Capture del Paese.

19 JUL 2025
CONDIVIDI

“L’aspirapolvere del cielo”: così StartupItalia titola l’approfondimento dedicato a CarpeCarbon e alla nostra co-founder Chiara D’Adamo, pubblicato nella rubrica Venti di Futuro. Un racconto personale e tecnico che parte da una domanda fondamentale: come possiamo restituire un futuro al pianeta?

Nel pezzo, StartupItalia ripercorre la storia di Chiara, originaria del Molise, laureata al Politecnico di Torino e con un passato da data analyst all’Agenzia Internazionale dell’Energia a Parigi. Dopo anni passati a studiare l’impatto delle emissioni e a redigere policy report per i governi, Chiara ha deciso di passare all’azione concreta: tornare in Italia per costruire soluzioni.

Il momento decisivo è arrivato quando ha ricevuto la chiamata di Giuliano Antoniciello, astrofisico e CEO di CarpeCarbon, che stava lavorando a un’idea visionaria: una tecnologia di Direct Air Capture che non consumasse energia elettrica, ma che potesse funzionare con calore a bassa temperatura. Insieme a Federico Antoniciello, Giovanni Ulfo e Edoardo Monaco, hanno fondato CarpeCarbon, oggi l’unica realtà italiana attiva nella rimozione diretta della CO₂.

“Non basta più solo ridurre le emissioni, ma è fondamentale eliminare l’eccesso di CO₂ che abbiamo già accumulato nell’atmosfera,” spiega Chiara.

Francesco Rossi (CTO) e Valerio Arcari (Ingegnere Meccanico) nel laboratorio di CarpeCarbon

L’articolo spiega come il nostro impianto DAC funzioni grazie a un materiale filtrante che cattura selettivamente la CO₂ presente nell’aria. Il filtro viene poi rigenerato tramite calore a bassa temperatura, rilasciando CO₂ pura pronta per essere stoccata permanentemente nel sottosuolo, tramite processi di mineralizzazione naturale in rocce basaltiche.

StartupItalia mette in evidenza anche il nostro percorso di crescita: la startup è nata a fine 2022, ha chiuso un primo round pre-seed da 1 milione e 750 mila euro nel 2023 e oggi sta lavorando alla progettazione dell’impianto pilota, previsto per il 2027, con un round da 5 milioni attualmente aperto.

Ma, come sottolinea Chiara, questa non è solo una questione ambientale:

“È prima di tutto una questione di giustizia. Ho avuto il privilegio di studiare, capire e vedere cosa ci aspetta. Ora sento il dovere di agire.”

Siamo felici e grati che StartupItalia abbia scelto di raccontare il nostro progetto e il nostro impegno, dando visibilità a una tecnologia fondamentale per il raggiungimento della neutralità climatica.

Vai all’articolo completo su StartupItalia:
? Leggi su StartupItalia