La giovane azienda realizzerà il suo primo impianto su scala industriale nello stabilimento Michelin Italiana S.p.A. di Cuneo, dove installerà un impianto di Direct Air Capture (DAC) che catturerà l’anidride carbonica già presente nell’aria permettendone l’utilizzo in sostituzione di una quota della CO₂ attualmente approvvigionata da fornitori esterni.
Milano/Cuneo, 23/10/2026 – Importante accordo tra CarpeCarbon, startup innovativa specializzata nello sviluppo di tecnologie e soluzioni modulari per la cattura e rimozione della CO₂ dall’atmosfera, e Michelin Italiana S.p.A, per sviluppare un progetto industriale di cattura e valorizzazione della CO₂ atmosferica. Dopo aver dimostrato con un impianto pilota a Torino la validità della sua soluzione tecnologica all’avanguardia, CarpeCarbon realizzerà presso lo stabilimento Michelin di Cuneo, il più grande sito produttivo di pneumatici Michelin in Europa occidentale, il proprio primo impianto di Direct Air Capture (DAC) integrato in un processo produttivo industriale.
Secondo l’accordo, il progetto renderà disponibile la CO₂ catturata direttamente dall’atmosfera per specifiche applicazioni industriali presenti nel sito, contribuendo alla sostituzione di una quota dell’anidride carbonica che oggi lo stabilimento Michelin riceve da fornitori esterni. In aggiunta, la parte di CO₂ catturata che non sarà consegnata a Michelin verrà gestita autonomamente da CarpeCarbon e destinata allo stoccaggio permanente, completando così il processo di rimozione dall’atmosfera.
L’impianto avrà una capacità nominale di 300 tonnellate di CO₂ all’anno.
L’entrata in funzione dell’impianto DAC è prevista nel secondo semestre del 2027.
Per CarpeCarbon, il progetto si inserisce nella propria strategia di sviluppo che punta a portare la sua capacità complessiva di cattura a 5.000 tonnellate annue nel 2028-2029 e a 50.000 tonnellate annue dal 2030, attraverso un modello di crescita basato su impianti modulari integrabili direttamente nei siti industriali già esistenti, alimentati anche dal calore di scarto reperibile sul posto, e su impianti modulari stand-alone alimentati esclusivamente dal calore solare.
CarpeCarbon e Michelin Italiana sono entrate in contatto grazie all’attività della Fondazione Michelin Sviluppo, che opera sul territorio piemontese per favorire la crescita di nuove imprese e iniziative imprenditoriali innovative. CarpeCarbon è stata assistita dallo studio legale Fieldfisher Italy, dagli avvocati Diego Rigatti e Filippo Attanasio per gli aspetti tech, e dagli avvocati Giorgio Castorina e Giorgia Mulinacci per gli aspetti energy.
Giuliano Antoniciello, co-founder e CEO di CarpeCarbon, dichiara:
“Ridurre le emissioni di CO₂ è una condizione necessaria, ma non più sufficiente per far fronte alla crisi climatica. Dall’inizio della rivoluzione industriale a oggi abbiamo emesso miliardi di tonnellate di CO₂ fossile, bruciando carbone, petrolio e gas, e una porzione importante di quelle emissioni passate dovrà essere rimossa dall’atmosfera. Si tratta di un’impresa titanica, che richiede la massima rapidità di azione da parte di tutti. Per contribuire a questo obiettivo, CarpeCarbon ha sviluppato un approccio innovativo al problema: è lo stesso sistema produttivo a contribuire alla cattura della CO2 atmosferica. Grazie alla nostra innovazione, la DAC di CarpeCarbon può essere integrata in infrastrutture industriali esistenti contribuendo allo sviluppo di soluzioni complementari per la gestione delle emissioni e la rimozione della CO₂. Abbiamo sviluppato una tecnologia proprietaria, oggetto di tre brevetti, e investito nella realizzazione di un impianto pilota. Poter iniziare ad attuare questo piano con al nostro fianco una realtà industriale di primo piano come Michelin Italiana è importante per accelerare le successive fasi di sviluppo industriale della tecnologia. Lavoriamo affinché questo sia il punto di partenza per estendere il modello a molte altre realtà produttive in Italia, in Europa e nel mondo”.
BACKGROUND TECNICO
L’accordo
Grazie alle sue proprietà di gas inerte e non reattivo, la CO₂ svolge una funzione essenziale nel processo produttivo di molti impianti industriali per l’inertizzazione di specifiche apparecchiature e processi. Oggi, la CO₂ necessaria a queste applicazioni viene generalmente acquistata da fornitori esterni. La collaborazione con CarpeCarbon introduce un cambiamento nella fonte della CO₂ utilizzata. L’impianto DAC di CarpeCarbon cattura l’anidride carbonica direttamente dall’aria, la separa dagli altri componenti atmosferici e la rende disponibile per applicazioni industriali.
Un elemento distintivo del progetto riguarda inoltre l’energia necessaria al funzionamento dell’impianto DAC. La tecnologia di CarpeCarbon è progettata per utilizzare calore a bassa temperatura, incluso il recupero di calore derivante dai processi produttivi e quello prodotto da collettori solari termici. Il progetto di collaborazione integra così la tecnologia DAC in un contesto industriale esistente, valorizzando calore di scarto disponibile sul sito.
Il problema della CO₂
La riduzione delle emissioni resta la priorità per affrontare il cambiamento climatico. Tuttavia, per riportare le concentrazioni di CO₂ entro soglie di maggiore sicurezza climatica sarà necessario anche rimuovere dall’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica nei prossimi decenni. Oggi la capacità mondiale di rimozione è ancora insufficiente rispetto alla scala necessaria e le tecnologie disponibili sono spesso costose, costruite caso per caso e difficili da replicare rapidamente.
La Direct Air Capture (DAC) risponde a questa esigenza perché non cattura la CO₂ alla fonte di emissione, ma la preleva direttamente dall’aria. La CO₂ estratta può essere stoccata in modo permanente – per esempio attraverso mineralizzazione in materiali da costruzione o in formazioni geologiche – oppure utilizzata come materia prima in diversi processi industriali.
È importante distinguere i due casi: utilizzare CO₂ non equivale a rimuoverla in modo permanente dall’atmosfera. In molte applicazioni, come le bevande gassate o l’inertizzazione, la CO₂ viene nuovamente rilasciata dopo l’uso. Il beneficio consiste allora nella sostituzione di CO₂ di origine fossile con CO₂ catturata dall’atmosfera, evitando di immettere nuovo carbonio nel ciclo. La rimozione permanente richiede invece che la CO₂ resti fuori dall’atmosfera per tempi molto lunghi, come accade nella mineralizzazione.
La CO₂ è già una materia prima industriale utilizzata su scala globale: il consumo mondiale è stimato in circa 230 milioni di tonnellate l’anno, soprattutto per la produzione di fertilizzanti e per il recupero assistito di petrolio, oltre che in applicazioni nei settori alimentare, chimico, della refrigerazione, della saldatura, della sicurezza industriale e dei materiali da costruzione. La disponibilità di CO₂ commerciale può tuttavia essere volatile, perché è in larga misura un sottoprodotto o un co-prodotto di altri processi industriali. Una fonte prodotta direttamente nel luogo di consumo può quindi contribuire a rendere l’approvvigionamento più resiliente, oltre a ridurne l’impronta carbonica.
CarpeCarbon: la soluzione per catturare e stoccare la CO₂
CarpeCarbon è una società italiana specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di sistemi di Direct Air Capture (DAC), la tecnologia che consente di catturare direttamente dall’atmosfera la CO₂ già presente nell’aria. L’azienda ha sviluppato una tecnologia proprietaria basata su sorbenti solidi, progettata per ridurre al minimo il consumo energetico della cattura attraverso l’utilizzo di calore a bassa temperatura, come il calore di scarto industriale e il calore solare. La soluzione CarpeCarbon è modulare, automatizzata e controllabile da remoto e ha ottenuto la marcatura CE; l’azienda detiene brevetti relativi al processo DAC, ai sorbenti e al design dei moduli di adsorbimento e desorbimento. Per i progetti di carbon removal, finalizzati alla produzione di carbon credit, CarpeCarbon prevede di stoccare permanentemente la CO₂ attraverso processi di mineralizzazione in rocce basaltiche. In questo processo, la CO₂ reagisce spontaneamente con i minerali presenti in profondità nelle rocce di particolari formazioni geologiche, trasformandosi da gas a una forma solida e stabile che rimane fissata nella roccia come minerale in modo permanente. Il risultato sono i carbon credit e CarpeCarbon sta già sviluppando una propria capacità di stoccaggio geologico in Italia, date le grandi potenzialità del territorio italiano. Nel dicembre 2025 CarpeCarbon ha inaugurato il proprio impianto pilota DAC a Torino, raggiungendo il Technology Readiness Level 6 (TRL 6), cioè la maturità tecnologica necessaria per commercializzare la tecnologia. Con un approccio orientato all’industrializzazione efficace e alla scalabilità rapida, CarpeCarbon punta a integrare la DAC nei processi industriali e a trasformare la CO₂ atmosferica in una risorsa per nuovi modelli di economia circolare del carbonio e per la produzione di carbon credit da rimozione permanente, di alta qualità, certificati e verificabili
Il Sole 24 Ore racconta l’accordo con Michelin, con un’intervista al nostro CEO: Cattura della CO2, accordo tra CarpeCarbon e Michelin per primo impianto industriale
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